Donato Lotito
Il lavoro di Lotito si muove costantemente tra il reale e il simbolico, alimentato da una profonda sensibilità verso il fuggevole. Fotografo e artista visivo, discreto e sincero, racconta l’attimo con un equilibrio raro tra istinto e scelta estetica. Nella sua pratica, l’immagine non è mai mera registrazione, ma un’elaborazione interiore: lascia che ciò che lo colpisce penetri e si trasformi, fino a diventare nuova visione.
La fotografia per lui non è solo tecnica, ma atto poetico. Sia che scelga il bianco e nero, sia che utilizzi colori intensi, la decisione nasce sempre da un’analisi emotiva del soggetto. L’obiettivo trattiene l’attimo e lo restituisce con l’emozione che lo ha generato, prolungandone la vita. Nei suoi lavori, l’approccio sensibile prevale su quello scientifico: cerca quella linea sottile che separa il visibile dall’invisibile, il fatto dalla suggestione, la forma dalla memoria.
Nell’attuale contesto sociale, Lotito si pone come narratore di bellezza, distillando dal quotidiano non la cronaca inquieta, ma ciò che rivela l’anima delle cose. Le sue immagini diventano documenti emotivi, memorie visive che si oppongono all’oblio, testimoniando come ogni scatto inizi una propria “storia” destinata, talvolta, a durare per sempre.
Maria Teresa Majoli, agosto 2025
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