Gabriella Maria Coppetti Driade
Acquarello su carta, formato A4
In questa opera la figura emerge direttamente dal tronco dell’albero, come se fosse parte viva del bosco. Il corpo e la corteccia si intrecciano, i capelli diventano rami, le vene si trasformano in radici: la metamorfosi è dolce, organica, inevitabile.
La Driade non è un personaggio fantasy nel senso tradizionale, ma un simbolo di appartenenza profonda alla natura, di ascolto e di trasformazione. La luce filtrata tra le foglie, i toni verdi e caldi, la postura raccolta creano un’atmosfera intima, quasi sacra.
Coppetti racconta qui il legame invisibile tra identità e ambiente, tra ciò che cresce e ciò che protegge. È un’opera che parla di radici, di rinascita e di quella forza silenziosa che nasce dal sentirsi parte di qualcosa di più grande.
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