Ritratto realistico di una ragazza con cappello chiaro, trecce e camicia a righe, in posa con le braccia incrociate su sfondo neutro.

Mara Di Campli

Mara Di Campli

Mara Di Campli, livornese del 1957, porta avanti una ricerca figurativa intima e rigorosa, nata da un percorso iniziato da autodidatta e poi affinato alla Libera Accademia Trossi Uberti. Nel tempo ha costruito un linguaggio personale, riconoscibile per la capacità di isolare il soggetto e trasformarlo in presenza assoluta.

Nei suoi dipinti, fiori, animali e figure umane emergono da fondi neutri e silenziosi, superfici che ricordano carte da parati o spazi mentali sospesi. Non sono ambientazioni narrative, ma campi visivi che amplificano il gesto, lo sguardo, la postura. È in questo equilibrio tra realtà e immaginazione che si colloca la sua poetica.

I personaggi che ritrae – spesso individui comuni, colti in momenti privati o in pose inattese – non raccontano storie precise, ma evocano atmosfere interiori, solitudini condivise, piccoli misteri quotidiani. Lo sguardo dell’artista è empatico, mai estetizzante: privilegia volti segnati, corpi non convenzionali, dettagli che rivelano dignità e vulnerabilità.

Il suo approccio, vicino alla fotografia per taglio e attenzione al dettaglio emotivo, rende ogni immagine un frammento sospeso, un altrove che appartiene solo al soggetto. Premi e riconoscimenti – tra cui il Fidapa al Premio Rotonda – hanno accompagnato un percorso coerente, dedicato alla forza silenziosa delle figure che abitano il suo immaginario.

 

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