Maurizio Pupilli Senza titolo
Olio su tela, cm. 70×100
In Senza titolo, Maurizio Pupilli lavora come un cesellatore della luce: il paesaggio non nasce da linee o campiture, ma da una miriade di punti che si addensano, si diradano, si sovrappongono. Il bruno domina la scena, ma non è mai uniforme: vibra, respira, si apre in sfumature che suggeriscono terra, colline, orizzonti lontani. Ogni punto è un frammento di materia, un granello che contribuisce a costruire la profondità. La composizione appare come un paesaggio visto attraverso una lente che scompone la realtà in particelle. Non c’è descrizione, c’è percezione: un mondo che emerge lentamente, come se fosse stato depositato dal tempo. Pupilli, puntinista rigoroso e poetico, trasforma la ripetizione in ritmo, la pazienza in visione, il bruno in una geografia interiore.
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